Il Foro del silenzio 2/2

Silenzi urlanti

L’idea di affiancamento a una corte storica (il Conservatorio) ha permesso lo sviluppo del primo tema del progetto, fortemente influenzato dall’importanza culturale del luogo in cui nasce: Il Silenzio.
Il Silenzio è inteso così come pace interiore e come condizione necessaria per lo studio della musica; un silenzio che accomuna la possibilità di legare due mondi differenti come la musica e il tema sociale sotto un’unica area e un unico intervento progettuale, preciso e deciso.

Ricostruendo il ramo mancante del Conservatorio e aggiungendo un doppio sistema di vuoti in contrapposizione tra antico e moderno, gli spazi ricavati trovano il loro utilizzo nel rapporto con le persone: una vuoto più naturale, caratterizzato dalla presenza di rivestimenti lignei dedicato alla cura degli anziani, e un vuoto più moderno, caratterizzato dalla connessione con il parcheggio interrato e dal sedime del vecchio capannone presente nell’area, ricordato con pilastri e pavimentazione in cemento. Infine, il vuoto centrale si relaziona con la biblioteca del complesso, pensata come perno e luogo di meditazione ad uso pubblico. L’intervento inoltre incorpora spazi ad uso del Conservatorio, come una piccola sala conferenze e un teatro all’aperto. I volumi utilizzati seguono un allineamento ben preciso, fornito dall’orientamento del conservatorio, mantenendo la stessa altezza tra di loro ad eccezione della biblioteca che guadagna un piano in più.

La presenza di elementi verdi infine arricchisce la composizione architettonica del complesso, riservando degli spazi fruibili da attività come giardinaggio e palestra, presenti all’ interno del sistema. Considerando il rapporto con il fronte della strada il complesso si caratterizza come una composizione unitaria, legata principalmente dall’uso del cemento armato come rivestimento e dal mattone rosso come basamento. I piani superiori sono caratterizzati inoltre da una scansione di aperture di ridotte dimensioni, contrapponendosi con le aperture interne delle corti che risultano essere più grandi. Se da un lato vince l’importanza tipologica di un edificio a corte, tipico del territorio Mantovano, dall’ altro le nuove necessità della società hanno portato ad immaginare un luogo insito di valori moderni, coinvolgendo la società degli “Ultimi” in un complesso di attività che aiuterà sicuramente l’evoluzione storico-sociale dell’intero isolato.

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