Villa Dragon sul Lago di Garda

Studi per una Villa a Bardolino.

Il percorso progettuale di Villa Dragon muove attorno a due punti cardine: l'orizzonte del panorama del Lago di Garda e la presenza di edifici che ne precludono la vista al piano terra e primo.
L'idea è quindi quella di strutturare la casa sfruttando quest'ultima debolezza come punto di forza. Anzichè alzarsi in modo arrogante creando una massa volumetrica eccessiva, l'approccio è stato opposto.
Si sono cioè sfruttate razionalmente le esigenze di introversione delle camere e del living. Fin dai primi schizzi infatti, l'intenzione muove dalla volontà di stabilire una gerarchia fra la zona giorno e la zona notte: le camere vengono incassate nel terreno a una quota inferiore tale da garantire una vista orizzontale sul giardino principale e sul patio ricavato posteriormente, mentre la zona giorno e la depandace si spalancano sull'orizzonte.
Il volume paradossalmente si incassa anzichè alzarsi per cercare il Lago.

Questo garantisce alle camere la privacy che necessitano, mentre al contempo il Lago assume valore maggiore, in quanto non diviene una "banale" presenza costante ma viene mano a mano una scoperta, che dona quindi valore e qualità crescente ai singoli piani e ambienti. Il volume della depandance sulla copertura, in questo senso, si configura come l'ambiente esclusivo: l'unico che gode della vista totale sull'orizzonte.
Il volume del living appare quindi sollevato dal suolo e si staglia ad 1,60 m dalla quota del giardino: esattamente l'altezza dell'occhio umano. Così facendo, la soletta del piano primo appare alla vista come una linea bianca che sintetizza la divisione fra il sasso sottostante in pietra che ospita le camere e le teche di vetro che ospitano il living.

Mano a mano che l'utente sale, il lago diviene sempre più manifesto fino alla copertura, punto conclusivo di un'emozionante promenade.

Arch. Nicola Piacentini

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