Villa F

Riflessioni per una nuova Villa a Verona.

"...Perché il giardino in fin dei conti non è che la perla di un bracciale. La casa doveva esserne il polso."

“Nel percorso di avvicinamento al lotto sono rimasto molto colpito dalla presenza importante del paesaggio, in particolare la montagna che accompagna la vista come una quinta teatrale lungo tutta la strada di avvicinamento al lotto, una sorta di sfondo costante.
Il lotto è poi un grande e bellissimo giardino quindi mi sembrava assurdo non trasformarlo nel protagonista della vita. Ma ciò non riguardava appunto solo il giardino in sé. Il concetto andava astratto e reso più ampio. La casa si relaziona quindi a tutto il paesaggio nella sua totalità, alle montagne di sfondo, e alle colline che fanno loro da contrappunto sull’altro lato. Perché il giardino in fin dei conti non è che la perla di un bracciale. La casa doveva esserne il polso.
Il progetto prevede quindi una stretta relazione della casa con il contesto naturale di riferimento. Prevede una tipologia a corte che permette di modulare la luce naturale all’interno dei locali in maniera ottimale durante tutte le ore del giorno, calibrata a seconda della destinazione d’uso. Ciò permette di ottenere alte prestazioni energetiche con conseguente risparmio sui costi di gestione, oltre naturalmente a un ottimo comfort interno. Inoltre, la casa intesse un rapporto intimo con il paesaggio e la natura: le alberature esistenti sono mantenute nella stessa posizione e le stanze si inviluppano e si articolano attorno all’ albero centrale del giardino che diviene il fulcro, il cuore della casa, trasformando la corte in una stanza a cielo aperto protetta dal rumore e dal traffico della strada grazie alla sequenza ritmata dei servizi posti sulla facciata principale, vera e propria barriera sia visiva che acustica che renderà la casa tranquilla e silenziosa, un’oasi di pace. L’albero centrale è il fulcro di riferimento spaziale visibile da ogni punto della casa e che ne diviene quindi il protagonista, favorendo il benessere psicofisico e garantendo sempre la vista sul giardino. La torretta panoramica permette, infine, di godere appieno della vista sulle montagne, il cielo e la campagna grazie alle aperture “altezza vista” presenti lungo tutto il perimetro, radicando così profondamente la casa al luogo in cui sorge e disvelando le potenzialità di un paesaggio, ad oggi, nascosto.”

Arch. Nicola Piacentini

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